Scoperta regolazione del flusso cerebrale da parte di contrazioni addominali

 

 

DIANE RICHMOND

 

 

NOTE E NOTIZIE - Anno XXIII – 03 ottobre 2026.

Testi pubblicati sul sito www.brainmindlife.org della Società Nazionale di Neuroscienze “Brain, Mind & Life - Italia” (BM&L-Italia). Oltre a notizie o commenti relativi a fatti ed eventi rilevanti per la Società, la sezione “note e notizie” presenta settimanalmente lavori neuroscientifici selezionati fra quelli pubblicati o in corso di pubblicazione sulle maggiori riviste e il cui argomento è oggetto di studio dei soci componenti lo staff dei recensori della Commissione Scientifica della Società.

 

 

[Tipologia del testo: RECENSIONE]

 

Recentemente abbiamo presentato lo studio di Spencer Garborg, Patrick J. Drew e colleghi che, mediante microscopia bifotonica multiplanare ad alta velocità, ha individuato un movimento del cervello generato dalla contrazione addominale associata alla locomozione: le contrazioni dei muscoli dell’addome attivano una connessione vascolare simil-idraulica tra sistema nervoso e cavità addominale[1]. Lo scalpore suscitato da questo risultato è dovuto alla dimostrazione che i micromovimenti cerebrali all’interno degli involucri meningei sono strettamente associati alla locomozione, ma sono indipendenti dalle onde meccaniche generate dal ciclo cardiaco e dalla respirazione. In altre parole, si è scoperto un nuovo fenomeno fisiologico.

Continuando questo studio Spencer Garborg, con Qingguang Zhang e gli altri colleghi con cui ha individuato i micromovimenti dell’encefalo, ha scoperto una breve ma intensa vasocostrizione venosa, che interessa il seno sagittale superiore e le vene ponte, e determina una variazione del flusso ematico cerebrale connessa con la contrazione addominale che accompagna la locomozione.

Si tratta dell’identificazione di un nuovo meccanismo periferico di regolazione del flusso ematico cerebrale. Le costrizioni, innescate durante transizioni comportamentali e riprodotte da incrementi della pressione addominale, riflettono l’accoppiamento meccanico tra vasi viscerali e cerebrali. Questo processo modifica lievemente il volume del sangue venoso e può generare segnali di fluorescenza che somigliano a quelli dell’attività neurale, creando un reperto confusivo per l’interpretazione delle scansioni di imaging funzionale. Dunque, questa scoperta fornisce anche un elemento utile per l’interpretazione delle immagini funzionali del cervello.

(Zhang Q. et al., Ultrafast venous and sagittal sinus constrictions in the brain driven by abdominal pressure. Proceedings of the National Academy of Sciences USA – Epub ahead of print doi: 10.1073/pnas.2604172123, 2026).

La provenienza degli autori è la seguente: Department of Engineering Science and Mechanics, The Pennsylvania State University, University Park, PA (USA); Department of Physiology, Michigan State University, East Lansing, MI (USA); Center for Neural Engineering, The Pennsylvania State University, University Park, PA (USA); Department of Biomedical Engineering, The Pennsylvania State University, University Park, PA (USA); Department of Biology, The Pennsylvania State University, University Park, PA Department of Biology, The Pennsylvania State University, University Park, PA (USA); Department of Mechanical Engineering, The Pennsylvania State University, University Park, PA (USA); Penn State Neuroscience Institute, The Pennsylvania State University, University Park, PA (USA); Department of Neurosurgery, The Pennsylvania State University, University Park, PA (USA).

Pressoché tutto il sangue arterioso che giunge alla corteccia cerebrale viene drenato dalle vene ponte (BV, da bridging veins) che confluiscono nel seno sagittale superiore (SSS), così che l’insieme di questi dispositivi venosi costituisce un punto di passaggio obbligato o, come si dice in gergo, un “collo di bottiglia” per tutto il flusso ematico cerebrale. Spencer Garborg, Patrick J. Drew e Qingguang Zhang, usando una tecnica di imaging ottico in topi con la testa immobile (head-fixed), hanno rilevato che SSS, BV e alcune altre vene della pia meninge presentavano costrizioni ultraveloci (˂0.1 s) all’avvio della locomozione, a seguito della stimolazione delle vibrisse e nel risveglio dal sonno.

Le costrizioni di SSS e BV erano fortemente correlate con l’attività misurata all’EMG (elettromiogramma) dei muscoli addominali e strettamente correlate con la respirazione a riposo.

Il rapido decremento del volume del sangue, causato dalle costrizioni venose, risultava in un aumento spurio della fluorescenza in topi esprimenti proteine reporter fluorescenti, creando artefatti che potevano simulare segnali funzionali.

Costrizioni venose della stessa ampiezza e con le stesse dinamiche potevano essere generate in topi anestetizzati, mediante l’applicazione di pressione sull’addome. Tale reperto dimostra che queste costrizioni erano prodotte dall’accoppiamento meccanico con l’addome. Anche pressioni addominali imposte dall’esterno portavano a un rapido ma temporaneo incremento del volume del flusso di sangue.

A differenza di quanto accade nel sistema microvascolare piale e del parenchima cerebrale, in cui i diametri dei piccoli vasi sanguigni sono in massima parte controllati da segnali locali, i diametri di SSS e BV sono dinamicamente controllati, durante le attività, dalla regolazione da parte dei muscoli addominali della pressione intracranica; in tal modo, si stabilisce una via per la regolazione delle emodinamiche cerebrali attraverso l’accoppiamento meccanico tra il sistema nervoso centrale e il comparto viscerale.

 

L’autrice della nota ringrazia la dottoressa Isabella Floriani per la correzione della bozza e invita alla lettura delle recensioni di argomento connesso che appaiono nella sezione “NOTE E NOTIZIE” del sito (utilizzare il motore interno nella pagina “CERCA”).

 

Diane Richmond

BM&L-03 ottobre 2026

www.brainmindlife.org

 

 

 

 

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[1] Note e Notizie 02-05-26 Il Cervello si muove con le contrazioni addominali.